In un’epoca di riproduzioni perfette e istantanee, le stampe dell'artista Charles Wittman raccontano un’altra idea di qualità. Da artista qual era, i sui lavori di maître imprimeur raccontano dedizione, ingegno, cura, valore. Negli anni in cui la riproduzione delle immagini stava diventando sempre più rapida e industriale, esisteva ancora una domanda silenziosa ma esigente: come tradurre in stampa i toni di un acquerello senza distruggerne la poesia? Il problema era tutt’altro che banale. La fotografia fotomeccanica, ormai dominante, scomponeva le immagini in punti neri di varia grandezza ( il retino), per simulare una scala tonale che a distanza sembra All'epoca, per simulare 4, 8, 16 toni di grigio. Una soluzione ingegnosa e meritoria, certo, ma inadatta più a libri e giornali che ai collezionisti d'arte. Per un artista stampatore come Charles Wittman, la questione non era tecnica, ma etica: Per Wittman la soluzione passava per una pratica ormai marginale, lenta e difficile da padroneggiare: la zincografia a tono continuo, realizzata mediante gelatina bicromatata e morsure progressive. Stampata su cartoncino liscio, la lastra restituiva un’immagine priva di retino, con passaggi morbidi e continui. gelatina bicromatata spessa esposizione UV → indurimento in profondità sviluppo in acqua morsura progressiva su zinco profondità di incisione non punto, non grana transizioni morbide, “acquerellate” tirature ridotte usura della lastra grande variabilità tra le stampe.
rispettare il lavoro dell'artista, le qualità dell'opera, le esigenze del collezionismo.
In questo processo, la luce non decideva “sì o no”, bianco o nero, ma quanto.
L’esposizione induriva la gelatina in profondità, lo sviluppo ne modellava lo spessore, l’acido scavava la lastra in modo graduale. Il tono non nasceva da una griglia di punti, ma da una profondità reale, incisa nel metallo.
Ma per Wittman non era ancora abbastanza. La stampa, per sua natura, tendeva comunque a uniformare. Così interveniva a mano, con leggere pennellate di bianco, restituendo luce e respiro all’immagine. Ogni esemplare diventava così simile agli altri, ma mai identico. Affascinante!
Note tecniche di riconoscimentoPrincipio
Come nasce il tono
Segni caratteristici
Limiti

